Getghigo’s Blog

Hai vinto 3 volte

November 2, 2009 · Leave a Comment

Ci siamo fatti del male, molto…troppo.

Ogni volta che ci si rivede, c’è sempre un senso di angoscia rabbiosa nei nostri sguardi,

una tensione che ribolle ed esplode per la minima incomprensione, un’indifferenza forzata.

Facciamo fatica a sopportarci.

Facciamo fatica anche solo a guardarci negli occhi.

Facciamo fatica ad ascoltarci.

Tutti e due abbiamo la sensazione di essere stati traditi dall’altro.

Quando ti vedo, rileggo nei tuoi occhi il tuo odio verso di me. Sei convinto che io abbia tradito la tua fiducia, il tuo volermi bene, che sia stata una pazza ingrata.

Tu hai tradito le mie intenzioni, le mie aspettative, hai posto condizioni laddove non ve ne dovevano essere, hai offeso con cattiveria e rabbia.

Tu non dimentichi e continui a serbare rancore;

Io vorrei solo dimenticare.

 

Io ho perso e tu hai vinto.

Questo fin dall’inizio.

Ho perso tutto.

Ho perso anche  la speranza di poter recuperare qualcosa.

 

E ho perso una terza volta, perché tu hai una motivazione che io non ho.

L’altro giorno quando sei venuto da me, e per un attimo abbiamo deposto le armi,

ho sentito un nodo alla gola.

Quanto ha giocato l’esasperazione? Quanto ha giocato l’orgoglio?

Quando sorridendomi mi hai ringraziato per l’aiuto, avrei voluto dirti che ero contenta per te.

Lo sono davvero sai? Perché rivedo nei tuoi occhi un forte entusiasmo per il nuovo lavoro.

Ti invidio, positivamente.

Vorrei averlo io!

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Quando si piange, si è sempre soli

November 2, 2009 · Leave a Comment

Osservo.

Osservo tutto quanto mi circonda.

Osservo con distacco e forse con troppo senso critico.

Cerco in ogni cosa di trovare l’imperfezione, la nota stonata, la mancanza di logica, l’errore.

Osservo tutto con un senso di angoscia, di soffocamento.

Il malessere è dentro di me, ed io ne sono consapevole.

Alterno momenti di debolezza a momenti di indifferenza.

C’è una voce dentro di me, che mi rimprovera di non saper cogliere il bello delle cose, di soffocare le emozioni, ma è debole.

Sicuramente sarà così, ma poco mi importa.

Credo di essere a credito verso tante persone, alle quali ho dato molto, e dalle quali ho ricevuto poco.

Errore mio!

Prima gli altri, e poi me stessa.

Io posso sempre rinunciare a qualcosa, posso sempre soffrire, posso sempre aspettare, posso sempre sopportare…

Poi arriva il giorno in cui, ti svegli e ti rendi conto che non sopporti più nessuno, che tutto ti pesa, che non hai voglia di nessuno, che fai fatica ad ascoltare anche solo pochi istanti chi ti richiede attenzione.

Una reazione naturale.

Una reazione ad un’ennesima delusione, ad un ennesimo mal di pancia, ad un’ennesima sconfitta, ad un ennesimo fraintendimento.

Quando si piange, si è sempre soli.

Durante un nostro pranzo della scorsa settimana, Vale mi dice- Sai cosa penso? Che ogni tanto dovresti mandare a quel paese alcune persone. Nel lavoro non sempre è possibile, ma nella vita personale si.Tu lo fai troppo poco-

Ha ragione. L’ho fatto troppo poco, e lo sto facendo troppo poco.

Le occasioni sprecate sono perse per sempre.

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Non lo so

August 5, 2009 · Leave a Comment

Che cosa vuoi fare ora?

E’ quello che mi chiedo ogni giorno, ogni istante in cui ho un attimo di pausa.

Non lo so.

Non mi convincono i miei pensieri.

Non riesco ad immaginarmi il mio futuro immediato, in base alla mia scelta.

C’è una voglia di andare via, e c’è una immobilità nell’azione.

Il pensiero ricorrente di me stessa  che preparo la valigia, alternato ad un altro pensiero, quello in cui seduta su un gradino di una scala, osservo le persone che passano veloci. Io le osservo ferma.

Non riesco a dare una spiegazione, ma c’è una parte di me che questa spiegazione non la vuole.

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Il temporale

August 3, 2009 · Leave a Comment

Ho visto il lampo infrangere il cielo.

Ho sentito il tuono rimbombare nell’aria.

Il temporale sta arrivando. Lo vedo avanzare. Nero, minaccioso.

Mi soffermo ad osservarlo per un attimo.

Una nube densa avanza rapidamente travolgendo ogni cosa.

Quanto è brutto. Eppure non ho paura.

Strano. Forse dovrei averne. Eppure non ne ho.

Sono sul tetto. Mi volto e osservo i panni stesi.

Lenzuola stese, che svolazzano all’aria.

Sono i miei sogni, i miei desideri, le mie emozioni recenti.

Sogni, desideri, emozioni che svolazzano, colpite dal vento che si alza.

E’ arrivato il momento, di raccoglierli e riporli al sicuro.

E’ arrivato il momento di chiuderLi per un po’ in un baule, in attesa che il temporale passi.

Quando riaprirò quel baule, quei sogni, quelle emozioni, quei desideri non saranno più gli stessi.

Sicuramente non così intensi, non così colorati, non così vivi.

Probabilmente ritroverò solo la loro essenza.

Ma è l’essenza che devo proteggere.

Da questa rinasceranno altri sogni, altri desideri, altre emozioni.

Non c’è verità in questo momento. E laddove non c’è verità non c’è libertà.

Il temporale sta arrivando. Lo vedo avanzare. Nero, minaccioso.

Eppure non ho paura.

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Lo Specchio

July 1, 2009 · Leave a Comment

Qualcuno una volta disse : Il volto è lo specchio della mente, e gli occhi senza parlare confessano i segreti del cuore.

Nessuno  può vedere il proprio volto o gli occhi senza uno specchio.

Ecco perché adoro gli specchi.

Per osservarmi, con oggettività.

Per quanto si riesca ad essere oggettivi con noi stessi.

Ricordo che da bambina rimanevo a lungo a giocare davanti ad uno specchio. Ore ed ore ad immaginare, fantasticare, costruire e distruggere sogni, storie, racconti di cui ero o meno la protagonista.

Lo specchio, come la musica era la mia condizione ottimale per i miei giochi onirici.

Poi col tempo, è diventato lo strumento primo attraverso il quale osservarmi, per cogliere l’essenza dei miei pensieri, delle emozioni, del mio stato d’animo.

Spesso capita di “mentire a se stessi”, di forzare certe sensazioni, per mille motivi, e solo allo specchio la menzogna o la  forzatura appaiono nitide e reali.

La mia condizione oggettiva e soggettiva.

Passo veloce davanti ad uno specchio, mi volto furtivamente a guardare quell’immagine riflessa quasi estranea, per coglierne l’essenza, la verità che l’altra parte di me non ritiene opportuno far emergere.

Si può argomentare quanto si vuole su un concetto  al fine di convincere i nostri ascoltatori sulla bontà di una nostra tesi, ma non si può fare nulla per indurre l’immagine riflessa nello specchio a credere nella stessa.

Non so, se per le altre persone è così , ma allo specchio vedo l’altra me stessa.

Leggo i miei occhi e il mio volto.

Che cosa vedo ora? In questi giorni?

Distacco. Voglia di distacco da tutto, anche dalle cose belle che vivo.

Sotto la mia apparente calma, c’è una voglia di mettersi in disparte ed attendere.

Non voglio farmi travolgere da nessuna emozione.

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Lasciarsi cadere con gli occhi chiusi

May 20, 2009 · Leave a Comment

Chiudere tutte le porte. Chiudere tutte le finestre.

Chiudere a chiunque qualsiasi accesso a me, alla mia mente, al mio cuore,

se non a priori intercettato.

Voglio restare sola, in silenzio a parlare con i miei pensieri e nulla più.

I miei pensieri diventano i miei soli compagni di viaggio.

Voglio camminare sola, senza nessuno al mio fianco, senza dover rendere conto a nessuno di dove voglio andare e che cosa voglio fare.

Faccio fatica a relazionarmi, perché anche lo scambio di poche e banali parole diventa un peso.

E’ vero sono una gatta come mi definisce un mio amico.

Mi muovo in silenzio, apparentemente presente, ma sfuggente.

Non voglio alcun tipo di impegno emotivo con nessuno in questo momento.

 

Leggo negli occhi di chi mi parla il disappunto per il mio distacco, la mia freddezza, ma non ho risposte per loro, anzi vorrei non dovermi giustificare.

 

C’è un pensiero dominante: il lavoro.

C’è una tensione molto forte in me, per un risultato che vorrei raggiungere ma che non raggiungerò.

C’è un senso di responsabilità che mi porto dentro da quando sono una bambina.

C’è una mio profondo squilibrio verso certi valori della vita

C’è una mia incapacità a rilassarmi e a lasciarmi andare

C’è la sindrome del marinaio che non vuole abbandonare la nave anche quando questa sta affondando

C’è un’incapacità ad amarmi che non imparerò mai, perché non so come fare

C’è un sentirsi sempre giudicata e sotto i riflettori

C’è un maledettissimo orgoglio che non mi fa piegare

C’è un istinto razionale che mi porta ai numeri come garanzia di certezza

C’è un’incapacità a divertirsi spassionatamente

C’è un desiderio di amore, strangolato dalla paura di soffrire ancora.

C’è una profonda stanchezza che mi rende tutto così difficile ed irraggiungibile

C’è una parte folle di me che sogna sogna sogna, e una parte razionale che frena frena frena

C’è un senso di solitudine che nasce dalla difficoltà a comunicare i propri pensieri

C’è un senso di responsabilità verso chi mi è attorno a cui non posso venir meno

C’è un forte desiderio alla perfezione laddove raggiungibile oggettivamente

C’è un istinto a fare miei le preoccupazioni altrui, sino a soffocare

C’è un desiderio fortissimo di miglioramento continuo

 

….c’è ……..

 

Ma qual è l’origine e quale la fine?

Non lo so.

 

So che non sono mai riuscita a chiudere gli occhi e a lasciarmi cadere all’indietro, sicura che la persona alle mie spalle mi sorreggerà impedendomi di cadere.

 

Non è banale.

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Serenità

May 19, 2009 · Leave a Comment

Sono stata bene oggi.

Si sta sempre bene, quando il tempo vola e non ci si accorge del ritardo che si sta facendo.

Da quando ci conosciamo?

2-3 anni?

Non ricordo esattamente, forse al mio arrivo a Torino.

Ti ricordo come un ragazzo timido, tremendamente emotivo, insicuro a tratti.

Si all’inizio eri così.

Oggi la persona che ho visto, era completamente diversa.

Sicura, pacata divertente, decisa, piacevole.

 

Non ricordo esattamente, ed in quale circostanza abbiamo iniziato a frequentarci al di fuori dell’ambiente lavorativo, ma poco importa.

L’unica cosa che veramente conta è il tuo cambiamento in positivo.

Sei un grande esempio di “voglia di cambiamento”, per me.

Solo pochi mesi fa eri una persona distrutta dal dolore, e in balia di emozioni negative, oggi sei una bella persona che guarda al futuro con serenità.

 

Serenità, si proprio la sensazione che mi hai trasmesso.

Ed il tuo stato d’animo è stato per me un toccasana.

Mi ha stupito positivamente che tu ricordassi perfettamente quanto ti avevo raccontato di me nelle scorse volte.

 

E questa sera, in macchina al ritorno ti ho pensato, ed ho ripensato al nostro pranzo.

Io che ti raccontavo i miei sogni più folli con estrema naturalezza, e tu che mi ascoltavi e insieme ci scherzavamo sopra.

 

Non si raccontano a tutti i propri sogni.

Si raccontano solo a chi sa ascoltarti e capirti fino in fondo.

I sogni che ti ho detto oggi, per quanto strampalati e illogici, non li avevo mai condivisi con nessuno.

 

Mi hai fatto stare bene, molto.

E’ da un po’ di tempo che sono provavo questa sensazione di benessere incondizionato.

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La mia famiglia 2.10

May 7, 2009 · Leave a Comment

Ne ho parlato ieri per la prima volta ad un mio amico,

durante la nostra passeggiata durante la pausa pranzo.

Mi è uscita così, come fosse la cosa più naturale del mondo.

Stavo parlando di un mio desiderio di vita, e gli ho parlato del mio progetto di famiglia.

Questa sera, ne ho parlato a Luci.

E sono felice quando ci penso.

 

Fra pochi mesi avrò 36 anni.

Fra 3 anni, non di più, se l’universo acconsentirà avrò un figlio naturale.

Voglio una mia piccola famiglia.

Una famiglia 2.10

Il piccolo, Io,  un mini cane che conta 0.10

In totale 2,10.

 

Non so se ci sarà un padre reale, o un semplice nome di uno sconosciuto, perché è un mio desiderio,

che non necessariamente devo condividere con altri.

Ma è un piccolo desiderio che cresce.

Ho voglia di dare vita, di trasmettere emozioni, di vivere nuove vite, attraverso occhi diversi.

 

Ho voglia di una piccola famiglia, la mia 2.10 in cui vivere.

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Coco Chanel

May 7, 2009 · Leave a Comment

coco_chanel

Adoro questo tipo di donna. 

non per il contributo alla moda, indubbiamente enorme, ma per me di poco interesse, ma per la forte personalità, e per la creatività, per lo stile.

Mi piacciono le donne, creative, forti anticonformiste, e che non fanno nulla per piacere, così come dicono lei fosse.

Mi piacciono le donne STRONZE come era lei.

Rompere gli schemi, e imporre il proprio stile.

Bellissime tre sue  frasi:

<<Non mi pento di nulla nella mia vita, eccetto di quello che non ho fatto.>>

<<La natura ti da la faccia che hai a vent’anni; è compito tuo meritarti quella che avrai a cinquant’anni.>>

 

chanel_07

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Che cosa trovi?

May 6, 2009 · Leave a Comment

ANDAVO IN GIRO COME UN CIECO ANDAVO:

SALIVO SCENDEVO INCIAMPAVO CORREVO MI FERMAVO.

ERA GIORNO ERA NOTTE,

ERA SERA IL PIU’ DELLE VOLTE.

INSEGUIVO SCAPPAVO RITORNAVO:

QUEL CHE HO TROVATO E’ QUEL CHE CERVAVO

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